PASSEGGIANDO PER LE STREETS

Posted by Manuel |16 Mar 12 |

E’ ormai passato più di una settimana dall’ultimo mio post. Cavolo siamo quasi alla fine della seconda settimana. Il tempo tiranno scorre veloce e neanche te ne accorgi. Ma quando ti senti come in paradiso, spensierato e d ogni mattina è un giorno nuovo da vivere da scoprire da godere pare sia normale. Sarebbe fantastico fermare il tempo ma non ci sarebbero cose poi di cui parlare, di cui ricordare le sensazioni le emozioni. Quindi che il tempo scorra e mi consegni nuove emozioni, nuove esperienze, nuovi momenti unici e magici da ricordare. In dieci giorni son successe tante cose, ho conosciuto tante persone nuove, ho incominciato a frequentarle, a passarci le mie giornate a scambiarci opinioni. Tutto questo riempie il tuo bagaglio personale allarga i tuoi orizzonti, scopri nuove realtà diverse dalla tua, scopri come al di fuori del tuo micromondo ne esistono altri simili al tuo solo a distanza di svariati km dal tuo.In fondo tutto il mondo è paese. Da dove incominciare a raccontare, non vorrei diventare noioso e lungo ma vi darò un accenno. In fondo sto vivendo New York non da puro turista ma da cittadino. La mattina per andare a scuola imbocco la 34esima ad alta velocità, schivando le persone,ormai la camminata è entrata a far parte di me. Ma la cosa strana è che il mio sguardo non si rivolge più verso l’alto, ormai i grattacieli son diventati parte della mia vista quotidiana e non ci faccio neanche più caso. Mi piace guardare le persone mentre camminano, mentre velocemente si dirigono chi sa dove, chi con il caffè appena preso nel primo fastbar, chi mentre cammina mangiucchia qualcosa o chi ha le cuffie per sentirsi ancora nel silenzio dei propri pensieri. Anche io adoro camminare per le streets con la musica nelle orecchie, serve ad isolarsi dal rumore del traffico e poter pensare poter osservare da un punto di vista diverso. A volte però adoro anche ascoltare le persone quando camminano, si sentono diversi tipi di inglese è curioso cercare di capire cosa dicono per poter mettersi alla prova per poter capire se sei pronto oppure il tuo inglese è ancora statico, se dopo due settimane qualcosa è cambiato. E’ stato emozionante anche andare a fare la spesa a 6 isolati da qui(o blocchi come è giusto dire a New York) a piedi, cosa che nella mia città non farei mai e prendo la metropolitana per tornare carico di buste. E’ stato come sentirsi a casa propria, perché fare la spesa ti fa sentire parte della città e non ospite, non vai al supermercato per comprare qualcosa la volo, vai al supermercato per comprare quello che ti serve giornalmente per vivere, da vero residente. Un emozione unica.

Anche girare la sera ha il suo fascino. Mercoledì sera andando nel Village, alla ricerca di un locale dove bere una birra con un amico di Roma, Daniele, che studia all’NYU, la città aveva un anima differente, meno caotica, le persone per la strada, anche se ce n’erano poche (siamo in Spring Break e gli studenti sono tutti a far baldoria a Miami), erano intente non come di giorno a raggiungere un qualcosa velocemente, ma a cercare di godersi la serata, il cocktail senza fretta, quasi come il tempo non avesse più importanza. Le due facce di New York di giorno corre senza sosta alla ricerca del traguardo nel minor tempo possibile e non importa quanto sia stanco, la notte passeggia tranquillamente godendosi ogni minuto della sua esistenza. Altra cosa incredibile delle street newyorkesi, sono le persone. Passeggiando dalla 5a verso sud insieme ad una mia compagna di corso francese, Anne, che abita nell’est Village, mentre portavo medicine e cibo ad un amico appena arrivato dall’Italia e sfortunatamente con la febbre, ho avuto l’immenso piacere di conoscere la cordialità tipica degli autoctoni. Infatti nel momento in cui ci siamo arrivati vicino a casa sua, mentre guardavo il mio Ipad per capire dove dovevo andare( il Dubo ha una camera di Hotel a Nolita, vicino a Chinatown), si avvicina una gentile signora di colore che sentendoci discutere della direzione migliore da prendere, mi ha dato delle indicazioni di una precisione incredibile. Ma ciò che più mi ha stupito è il fatto che si sia preoccupata che avessimo capito perfettamente ciò che ci ha suggerito, roba che io nella mia città raramente ho visto.

Questa è New York le sue strade e la sua gente.


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