APOLLO THEATRE

Posted by Manuel |24 Mar 12 |

Se c’è una cosa che avrei voluto vedere nelle mie precedenti visite a NY era Haarlem. Finalmente ci sono riuscito. Mercoledì sera infatti sono andato con alcuni compagni di scuola, in uno dei luoghi simbolo di questo quartiere, l Apollo Theatre. Presa la metropolitana dalla 34esima sono arrivato alla 125esima, mai superata l’86 esima prima d’ora. Scesi dalla metro l atmosfera che si respira e’ diversa da quella che si respira in piena Manhattan, guardandoti in giro ti accolgono palazzi più bassi, più vecchi, quelli visti in milioni di film ambientati in NY, sopratutto quelli di Spike Lee. La maggior parte delle persone che incontri sono di colore, qualche timore, ma nessuna reale paura. Peccato pero’ che l’Apollo dista solo due blocchi e non abbiamo avuto la possibilità di passeggiare più a lungo per vedere altro.
Entrando nel teatro subito ti accolgono quadri con le foto dei più famosi cantanti lanciati in questo luogo, come Whitney Huston, Michael Jackson Alicia Keys. Insomma il tempio della musica black. E che eravamo nel tempio della musica black lo si percepisce istantaneamente nel momento in cui si entra nella platea, ci accoglie infatti dell’ ottima musica, brillantemente miscelata da un DJ che dal palcoscenico intrattiene e diletta il pubblico in attesa dell inizio dello show vero e proprio. Il teatro in se non e’ grandissimo, conterrà al massimo 2000 persone, diviso in tre piani, con delle comodissime poltrone rosse e gran rifiniture di pregio ai lati del palco e sulle balconate. Noi ci troviamo nel piano intermedio in seconda fila, ottima posizione per godersi lo spettacolo. In attesa dell’ inizio, mi diletto in qualche passo di danza insieme a tutto il resto del gruppo, l atmosfera di festa e’ di quelle che ti cattura, ti coinvolge ed io mi faccio coinvolgere volentieri. Il mio stupore e’ facilmente leggibile sul mio viso, ed il sorriso riempie ogni mia parte del viso emozionante fantastico.

Ad un certo punto il Dj smette di suonare ed inizia la serata vera e propria. Sullo sfondo parte un vidio con un pezzo Rap che presenta la Amatour night, artisti esordienti simil Italian Got Talent, in cui il pubblico decide chi vince. Prima dei concorrenti, però altra sorpresa, sale sul palco un personaggio incredibile di colore a cantare, per esaltare e scaldare il pubblico , che naturalmente lo segue con molto entusiasmo ed l’intero teatro si rasfora in un grande duetto con il cantante che parla per primo e il pubblico risponde…Haarlem is in the house….ahahah…che spettacoloooo…un atmosfera di quelle che ti arricciano la pelle, e sopratutto dell’ottima musica. E a questo punto quando il pubblico è bollente parte la gara, si inizia con quattro ragazzini, una ballerina di tip tap e tre cantanti, un rapper e due R&B. Fantastici delle voci assurde incredibilmente bravi. Vince una ragazzina di dodici anni che ha cantato una canzone di Adele “Someone like u”, una canzone che io adoro e che lei ha superbamente. Un tripudio di applausi.

Parte quindi la gara degli adulti, con una pausa nel mezzo accompagnata sempre da ottima musica messa dal DJ di prima, ed il pubblico si diverte secondo i propri gusti ad applaudire o a sotterrare di Buuu i partecipanti. Ed io con loro. Il mio Buu più insistito, insieme a Daniele è stato speso per una Giapponese che si è presentta con un pezzo di Gloria Gaynor. Potete solo immaginare il perchè di tanti buuu e accanimento. La serata l’ha vinta un ragazzo che ha eseguito un pezzo soul tutto con la fisarmonica.Fantastico e tutti d’accordo su questo. Anche le altre esibizioni son state carine.Al termine dello spettacolo è passata solo un ora e mezza ed è forse l’unica pecca che si possa trovare a questa spettacolare serata, la brevità ma il contesto e le emozioni che ti regala sono cose che ti rimangono ben impresse.

Usciti dall’Apollo ci imbattiamo in una banda di ragazzi di colore, che ascoltano Rap ad alto volume dalla loro macchina gigante e si divertono a scherzare con la gente che esce dal teatro, niente di pericoloso anzi….tutt’altro.

Io e Dani decidiamo di continuare la serata al Village mentre il resto della compagnia si disperde. Ci mangiamo un Turkysh Kebab seguito da un sorprendente gelato italiano all’Arte del Gelato tra la 7ma e Barrow St. Veramente ottimo. Nel tornare alla metro ci imbattiamo in una pasticceria italiana Rocco’s su Bleekert St in cui entrando puoi incontrare Franco un immigrato italiano da 56 anni dalla Calabria.

Termina cosi una splendida serata fatta di musica, balli e viaggi in mondi differenti. Dal cuore della comunità nera di Manhattan alla Turchia per poi tornare al io paese natale, l’Italia.What’s else?…..ONLY NYC


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