IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Posted by Manuel |06 Mar 12 |

Oggi ho iniziato la mia avventura scolastica in New York. Appena sveglio, come al solito all’alba, 6 am per la precisione(dai che piano piano arrivo a svegliarmi almeno alle 7) ho sentito salire in me quella sensazione di trepidante attesa che a mio ricordo sentii solo il primo giorno di scuola alle superiori: attesa di sapere che persone avrei incontrato, che tipo di ambiente mi si sarebbe presentato, se fossi stato all’altezza nel sostenere un tipo di impegno tale senza rischiare di isolarmi per la paura di non riuscire a comunicare. Invece per mia fortuna tutto si è presentato come avevo immaginato nella parte positiva dei miei pensieri, lo staff della scuola è impressionante, di un accomodante e di una gentilezza incredibile, pronti ad assisterti in tutto e per tutto. Per quanto riguarda gli altri studenti è come trovarsi in mezzo al mondo, ci sono persone di tutte le età di tutte le nazionalità, un insieme di diverse culture e lingue che all’interno della scuola si azzerano perché è obbligatorio parlare esclusivamente inglese. E così le distanze si annullano, io Italiano sono vicino di casa di un Koreano, un Francese parla la stessa lingua di un Giapponese. Ed infatti abbandonato la mia solita timidezza i sono lanciato ed ho conosciuto una coppia giovanissima di Koreani sposati, una parigina il cui nome se non ricordo od ho capito male è Ann, un ragazzo del Canton Ticino. Beh allargare le proprie conoscenze non è mai cosa sbagliata.
La giornata è iniziata con il classico test di ingresso per l’assegnazione della classe, che come nella migliore tradizione ho fatto un po’ a casaccio. Il mio inglese scritto, infatti, non è esattamente un qualcosa di cui vado fiero. Al contrario invece il mio inglese parlato è ottimo a detta dell’esaminatrice “good job” mi ha detto alla fine. Va beh piccole soddisfazioni, vedremo poi domattina a che corso sono stato affidato. Alla fine di tutto ciò, ed appreso che le mie lezioni iniziavano ahimè già dal pomeriggio con la parte business, mi sono diretto in una libreria alla ricerca di riviste interessanti sul web and graphic designer, ma sembra che i newyorchesi siano interessati solo ai muscoli ed al gossip perché non è ho vista neanche mezza. Così dopo un pranzo a base di pasta Cacio e Pepe in un negozio che ad entrarci senti sapore di Italia (Eataly 200 5a avenue) son tornato alla scuola per finalmente affrontare la prima lezione. Il classico terrore da primo giorno, nella mia testa aleggiavano parole del tipo “adesso che dico, guarda te che figure di merda mi tocca fare ecc ecc.”. Ed invece l’impatto è ottimo e nell’aula East Village, insieme a tre ragazze una coreana, una francese di Grenoble e un italiana di Macerata e l’insegnante di Inglese, originaria di Palermo, mi sento subito a mio agio non faccio nessuna fatica ad interagire e la lezione scorre via piacevolmente, con qualche nota anche di umorismo e grandi risate, due ore volate senza neanche accorgemene. Good very good un inizio migliore non poteva esserci, tutti i miei timori reverenziali verso la lingua si abbattono ed ora la mia mente presa coscienza della mia capacità di adattamento e della inesistente e mendace timidezza inizia a girare a mille.


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